Per fare un tavolo

Giovani e Comuni progettano insieme

Costruire a più mani e, soprattutto, con gli occhi dei ragazzi e delle ragazze, gli indirizzi delle nuove politiche giovanili nell’Empolese Valdelsa e Valdarno Inferiore. È stato pensato con questo obiettivo il progetto “Per fare un tavolo”, ideato dalla Rete Ergo insieme alle Conferenze Zonali Educative dell’Empolese Valdelsa e del Valdarno Inferiore e finanziato all'interno del Programma Erasmus+, il programma della Commissione europea per la mobilità e l'empowerment giovanile.

Il progetto nasce da un percorso di confronto e collaborazione avviato tre anni fa tra le organizzazioni della Rete Ergo e le amministrazioni dei 15 comuni dell’area (Tavolo di coordinamento Politiche Giovanili) al quale si è aggiunto, nel corso del 2018, un gruppo informale di giovani con esperienze maturate in attività di educazione non formale.

I partecipanti al progetto sono giovani dai 15 e 29 anni, decisori politici e youth worker (animatori socio-educativi) della Rete Ergo. Pensare un territorio per i giovani significa prima di tutto attivare i giovani stessi e includere il loro punto di osservazione. Tramite il progetto i ragazzi e le ragazze, residenti in uno specifico comune, diventano infatti guide consapevoli e parte del percorso decisionale che progetta politiche che li riguardano da vicino.

“Per fare un tavolo”, in particolare, vuole riuscire a coinvolgere specifiche fasce della popolazione giovanile: giovani stranieri di prima, ma soprattutto di seconda generazione; i ragazzi dai 16 ai 18 anni che hanno lasciato la scuola, coloro che non studiano e non lavorano (i cosiddetti Neet) iscritti e non ai Centri per l’Impiego; giovani lavoratori e studenti universitari. Il progetto ha lo scopo di favorire creatività ed innovazione sociale nelle nostre comunità grazie alla cooperazione tra giovani, terzo settore e decisori politici.

Come si articola il progetto?

Il progetto si sviluppa in due anni (conclusione maggio 2021). Il gruppo degli Youth Worker si è adoperato nella ricerca di linguaggi, canali e modalità in uso nella sfera giovanile attraverso i quali ingaggiare i partecipanti.

“Per fare un tavolo” ha un spirito da “globe trotter” e prevede la realizzazione di meeting che faranno tappa in alcuni dei 15 Comuni dell’Empolese-Valdelsa e Vadarno Inferiore, ospitati in location di volta in volta diverse (ostelli della gioventù, basi scout, campeggi, ecc.). Durante questi momenti di incontro i ragazzi che aderiscono al progetto avranno modo di approfondire la conoscenza del tessuto urbano e sociale, confrontarsi con coetanei del luogo e scambiare idee ed azioni possibili con assessori, consiglieri e tecnici delle Amministrazioni Comunali. Sarà un’occasione per comprendere vincoli e risorse presenti da cui partire per co-progettare iniziative, eventi, percorsi di riqualificazione e nuove attività.

Il tour sarà affiancato da una comunicazione on line che utilizzerà un sito internet ed alcuni tra i social network più popolari. La prima tappa del tour avrà luogo a Montaione.

Cosa succederà a Montaione?

Sabato 8 e domenica 9 febbraio il gruppo di giovani attivi nel progetto, insieme agli youth worker, giungerà a Montaione e alloggerà presso una struttura messa a disposizione dal Comune.

Action bound, interviste triple, giochi di ruolo e molto altro caratterizzeranno il lavoro del sabato, che si svolgerà nelle vie del centro, tra giardinetti, monumenti, parcheggi, piazzette, scalinate e locali di ritrovo.

L’idea è quella di trovare modalità semplici e dirette per interagire con i giovani montaionese in modo da conoscere da vicino i luoghi significativi, comprendere le potenzialità del territorio ma anche analizzare le difficoltà che vivono i ragazzi, immaginando ciò che potrebbe esser realizzato in futuro in risposta ad alcuni bisogni e desideri. Questo intervento è stato ipotizzato sulla base di un primo confronto con alcuni ragazzi del luogo e gli amministratori locali, avvenuto qualche settimana prima (18 gennaio).

La domenica, in particolare, si svolgerà un momento di scambio di punti di vista e riflessioni raccolte ed elaborate il sabato tra giovani e Amministrazione Comunale, facilitato dagli youth worker con specifiche metodologie partecipative, per mettere in condivisione idee ed individuare possibili piste di lavoro da percorrere insieme.

Cosa è e da chi è composta la Rete Ergo                                           

La Rete ERGO (Empolese Valdelsa e Valdarno Inferiore in Rete per i Giovani e le Organizzazioni) è un network collaborativo formato da alcune realtà del Terzo Settore impegnate da anni sul campo dell’educazione non formale con adolescenti e giovani.

ERGO ha sottoscritto un Protocollo d’intesa con la Regione Toscana partecipando al Tavolo Giovani (Giovanisì) e collabora con il Tavolo di coordinamento sulle politiche giovanili delle Conferenze Zonali Educative dell’Empolese Valdelsa e Valdarno Inferiore.

Le organizzazioni che compongono la Rete, attraverso i propri Youth Worker, gestiscono e sviluppano centri giovani, esperienze residenziali outdoor, spazi di aggregazione informale, scambi giovanili internazionali, servizio civile, percorsi educativi negli istituti scolastici, ecc.

Fanno parte della Rete ERGO: Consorzio CO&SO Empoli (coordinatore), Cooperativa Sintesi, Cooperativa il Piccolo Principe, Cooperativa La Giostra, Cooperativa Indaco, Associazione Agrado, ARCI Empolese Valdelsa, ARCI Servizio Civile Empoli, Associazione Playground, Associazione Karibù-Arciragazzi, Centro Accoglienza Empoli.