21 Settembre 2026
Come possono le pratiche culturali contribuire al benessere delle persone e delle comunità? E in che modo la partecipazione culturale può favorire processi di agency collettiva? Sono alcune delle domande al centro della tesi “Cultura e partecipazione come Motori di Agency Collettiva. Due casi di studio di Welfare Culturale nelle Aree Interne”, realizzata da Jessica Bertocci e discussa all’Università degli Studi di Firenze.
La ricerca ha ricevuto anche un importante riconoscimento: Jessica Bertocci è una delle due vincitrici della II edizione del “Terzo-Premio Claudia Fiaschi”, il bando dedicato alle migliori tesi di laurea magistrale sul valore e l’impatto del Terzo settore.
L’iniziativa, promossa dal Forum Terzo Settore in collaborazione con Corriere Buone Notizie e con il sostegno di BCC Roma, è nata per onorare la memoria di Claudia Fiaschi, personalità di assoluto rilievo nel mondo del sociale, prematuramente scomparsa nel 2024.
La tesi, con Giovanna Del Gobbo come relatrice e Giulia Biagi come correlatrice, approfondisce il tema del Welfare Culturale, un ambito che negli ultimi anni ha suscitato un crescente interesse anche in Italia.
Il concetto, studiato da decenni soprattutto nei Paesi di area anglofona, ha ricevuto un importante riconoscimento nel 2019 con la pubblicazione da parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità della ricerca What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review. In Italia, anche a seguito della pandemia, l’interesse verso il Welfare Culturale è ulteriormente cresciuto, fino all’inserimento dell’espressione nell’Enciclopedia Treccani nel 2020, dove viene definito come un «nuovo modello integrato di promozione del benessere e della salute degli individui e delle comunità, attraverso pratiche fondate sulle arti visive, performative e sul patrimonio culturale».
La tesi si pone due obiettivi principali: da un lato, ricostruire il quadro della letteratura esistente sul Welfare Culturale, cercando di individuare possibili modelli interpretativi; dall’altro, identificare possibili indicatori di Welfare Culturale in ambito pedagogico, capaci di descrivere gli effetti delle pratiche culturali sulle persone e sulle comunità.
Il lavoro parte dall’analisi dei concetti di Welfare, Salute e Cultura, mettendo a confronto i principali modelli di welfare – dal Welfare State al Welfare mix, dal Welfare di Comunità fino al Welfare Culturale – e approfondendone caratteristiche, potenzialità e criticità.
Un’attenzione particolare viene dedicata al rapporto tra Welfare Culturale e cittadinanza. La cultura viene considerata non soltanto come un ambito di fruizione, ma come uno spazio di partecipazione nel quale le persone possono sviluppare forme di agency individuale e collettiva e rafforzare la propria capacità di prendere parte alla vita della comunità.
Questo processo viene analizzato attraverso una prospettiva pedagogica, con particolare riferimento agli approcci trasformativi ed emancipatori dell’educazione degli adulti.
La parte empirica della ricerca è stata sviluppata attraverso la metodologia del caso di studio e ha preso in esame due esperienze della Valtiberina toscana, territorio caratterizzato da un importante patrimonio culturale e naturalistico e riconducibile al contesto delle Aree Interne.
Il primo caso è il Premio Pieve, a Pieve Santo Stefano (Arezzo), curato dalla Fondazione Archivio Diaristico Nazionale e ideato dal giornalista e scrittore Saverio Tutino. Il progetto raccoglie diari, memorie e testimonianze della gente comune, trasformando le storie individuali in un patrimonio condiviso.
Il secondo è Tovaglia a Quadri, iniziativa curata dall’Associazione Culturale Teatro di Anghiari, che da trent’anni racconta, attraverso una cena-spettacolo, le storie e i cambiamenti della comunità di Anghiari.
L’analisi dei due casi ha utilizzato analisi documentale e interviste semistrutturate, successivamente analizzate attraverso una codifica a posteriori. I risultati sono stati letti alla luce dei framework individuati nella revisione della letteratura e hanno permesso di elaborare alcuni possibili indicatori pedagogici del Welfare Culturale, riferiti sia alla dimensione individuale sia a quella sociale.
Foto di Susan Q Yin su Unsplash