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25 Giugno 2026

Contro la città-vetrina: la mobilitazione di Salviamo Firenze X Viverci

di Francesca Conti, comitato Salviamo Firenze XViverci

"Ma com'è possibile? Chi l'ha deciso? Come si può far sentire la voce di chi vive a Firenze?". Sono le domande che i militanti di Salviamo Firenze si sentono ripetere durante i volantinaggi e gli incontri pubblici. Tutto questo rivela qualcosa di preciso: quello che sta accadendo alla città non è visibile, non perché sia nascosto, ma perché è scritto in un linguaggio che esclude, quello dei piani urbanistici, delle varianti, delle scatole finanziarie.

Capire Firenze oggi significa imparare a leggere quel linguaggio. Il processo ha una logica precisa: le Società di Gestione del Risparmio (Sgr) immobiliari raccolgono capitali e li indirizzano nel mattone, ma devono garantire rendimenti alti e rapidi. Per farlo devono ridurre al minimo gli oneri di urbanizzazione, escludere l'edilizia popolare e sociale che abbasserebbe i prezzi, e assicurarsi la certezza delle autorizzazioni. Il risultato è la crescita del caro-casa: a Firenze, negli ultimi dodici mesi, gli affitti sono saliti del 5,3% (21 euro al metro quadro) e i prezzi di acquisto del 9% (4.669 euro al metro quadro). Gli abitanti originari vengono spinti verso le periferie e nei comuni della città metropolitana. Questo accade ovunque, a livello internazionale e accade anche a Firenze dove dal 2009 sono stati alienati circa 370.000 metri quadri di edifici pubblici entro tre chilometri dalla cupola del Brunelleschi, passati cioè dal patrimonio collettivo a mani private.

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Un esempio concreto è l'ex Ospedale militare San Gallo, dismesso nel 2005 e venduto al gruppo singaporiano, che vi sta costruendo un luxury hotel con appartamenti da 20.000 euro al metro quadro e due nuovi edifici di 23 metri nel cortile interno, visibili da via Cavour e via San Gallo, capaci di bloccare luce e prospettiva alle residenze circostanti. È il "modello Milano" applicato a Firenze: grandi interventi nei cortili storici, l'urbanistica che cede il passo alla finanza. Mentre queste trasformazioni avanzavano, alcune realtà cittadine hanno lavorato per renderle comprensibili. Il Gruppo Urbanistica perUnaltracittà ha tradotto il linguaggio tecnico-urbanistico in analisi accessibili e proposte alternative. La rivista La Città manifesta, edita dallo stesso Laboratorio, ha raccontato gli intrecci tra finanza, politica e trasformazioni dello spazio urbano. Nel 2019 l'inchiesta A chi fa gola Firenze? di Antonio Fiorentino ha mappato i grandi investitori che acquisivano il patrimonio fiorentino, le loro reti di relazioni e strategie.

Nella primavera del 2023 la campagna Salviamo Firenze ha promosso un referendum su due norme. Il primo quesito chiedeva di abolire la possibilità di trasformare immobili pubblici di grandi dimensioni in strutture private senza passare da una variante urbanistica approvata dal Consiglio comunale, norma che ha consentito, tra l'altro, la conversione di ex edifici pubblici in studentati e strutture direzionali private. Il secondo riguardava gli studentati di lusso, che grazie a una deroga possono svolgere attività alberghiera oltre la quota già consentita dalla normativa nazionale, risultando di fatto prenotabili come hotel per soggiorni anche di una sola notte, come dimostra la loro presenza sui principali portali turistici. La raccolta firme è riuscita, trasformando i quesiti tecnici in un'occasione di dibattito sul modello di città. Il Comune ha adottato una delibera al Piano Operativo che riprendeva i temi dei quesiti referendari senza mai citarli, rinviando l'approvazione al Consiglio Comunale. Un riconoscimento indiretto che, nei fatti, dava ragione al comitato, ma che non è stato sufficiente a risolvere i problemi sollevati dalla proposta.

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Nell'estate del 2025, quando l'ex Teatro Comunale è diventato un caso nazionale con il nome di "Cubo nero", giornali e tv si sono rivolti proprio a queste realtà, che nel frattempo avevano accumulato una conoscenza dettagliata: i nomi dei fondi, le reti tra attori pubblici e privati, la geografia delle dismissioni. Il presidio al Cubo nero. Promosso da Salviamo Firenze, nel settembre 2025 ha dato avvio a un "tour contro la speculazione" nei quartieri: scatole di cartone a forma di cubo portate davanti ai luoghi minacciati, insieme ai comitati locali.

L'ultimo fronte riguarda le Cascine, nel tratto che dalla ex Stazione Leopolda segue il corso Macinante fino alla Manifattura Tabacchi, circa 42.000 metri quadri di nuovo costruito, destinati in larga parte a residenziale di lusso e funzioni turistico-ricettive, in continuità con la Manifattura Tabacchi, già riconvertita in quello che i suoi promotori chiamano un "quartiere VIP". Un intervento privato nel parco pubblico più grande della città.
La campagna chiede il riacquisto dell'area ex OGR da parte del Comune, la messa in sicurezza di uno spazio oggi abbandonato, la realizzazione di un parco per eventi culturali, il recupero degli edifici vincolati per attività culturali e aggregative, il mantenimento dell'uso della Leopolda per manifestazioni al chiuso. C'è anche una questione di mobilità: l'operazione include il progetto di una nuova strada Pistoiese-Rosselli dentro le Cascine, che i report ARPAT indicano come peggiorativa per la qualità dell'aria e che corre parallela alla nuova tramvia, pensata proprio per ridurre il traffico.

Il permesso a costruire non è ancora stato rilasciato. Per questo la campagna ha avviato una seconda fase, a partire dall'assemblea di quartiere del 28 maggio al Teatro Puccini: un'occasione per condividere informazioni e ragionare sulle alternative. Le domande che i passanti fanno ai volantinatori dimostrano che c'è ancora molto da raccontare, ma anche che i cittadini vorrebbero essere coinvolti nel destino dell'area: un pezzo di città pubblica che potrebbe essere restituita alla città.

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