post-blog

22 Giugno 2026

San Romano in Garfagnana rinasce tra rigenerazione urbana e cohousing


Un borgo che si rigenera per contrastare lo spopolamento e costruire nuove opportunità di vita e di socialità. È la sfida raccolta dal Comune di San Romano in Garfagnana, che ha completato un intervento di recupero urbanistico e sociale nel cuore del paese, trasformando gli spazi della Parrocchia e della Curia in un innovativo progetto di abitare condiviso.

L'intervento, finanziato grazie ai fondi della Regione Toscana attraverso il Bando Rigenerazione Urbana 2021, al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e ai fondi ministeriali Pinqua, ha interessato un complesso settecentesco adiacente alla Chiesa di San Romano Martire, composto dall'ex Canonica e da alcuni edifici rurali.

L'obiettivo era chiaro fin dall'inizio: recuperare un patrimonio storico inutilizzato e destinarlo a nuove forme di abitazione capaci di rispondere alle esigenze del territorio, favorendo al tempo stesso il ripopolamento del centro storico.

“Quando si è presentata l'opportunità di partecipare a un bando regionale dedicato ai comuni sotto i 5.000 abitanti – spiega la sindaca Raffaella Mariani – abbiamo subito colto l'occasione per recuperare quest'area e trasformarla in un progetto di housing sociale rivolto ad anziani autosufficienti e giovani coppie. È stato un progetto premiato anche perché avevamo già immaginato una gestione concreta e un utilizzo preciso degli spazi”.

Nasce la comunità di cohousing

Cuore dell'iniziativa è il cohousing "InBorgo. Abitare: appartenere", un modello abitativo che combina spazi privati e servizi condivisi, promuovendo relazioni collaborative e intergenerazionali tra i residenti. Lo scorso aprile sono stati consegnati i primi tre alloggi alla presenza dell'amministrazione comunale e dei rappresentanti della cooperativa Casae, partner del progetto. A formare il primo nucleo della comunità sono cinque persone con storie ed età differenti: una signora anziana insieme alla figlia, una giovane coppia e una professionista del territorio. Persone che hanno scelto di sperimentare un nuovo modo di vivere, fondato sulla collaborazione reciproca e sul sostegno comunitario.

Nei prossimi mesi la comunità è destinata ad ampliarsi: saranno infatti assegnati gli alloggi ancora disponibili, tra cui due bilocali indipendenti e tre unità abitative dotate di bagno privato e cucina comune. Appartamenti per residenti e turisti Il recupero ha portato alla realizzazione di quattro camere in co-living con bagno accessibile privato e spazi comuni condivisi, quattro bilocali e un trilocale completamente ristrutturati e arredati.

Accanto agli alloggi destinati ai residenti, il progetto prevede anche due appartamenti dedicati all'accoglienza turistica. Una scelta non casuale, considerando che San Romano si trova lungo il percorso della Via del Volto Santo, itinerario sempre più frequentato dagli amanti del turismo lento e religioso.

“Dopo aver individuato le esigenze del territorio abbiamo avviato un percorso di coprogettazione e coprogrammazione che ci ha permesso di definire ruoli, regolamenti e modalità di gestione – sottolinea Mariani –. Oggi disponiamo di cinque appartamenti destinati all'housing sociale e di due alloggi turistici che valorizzano il patrimonio recuperato”.

Una risposta all'inverno demografico

Per l'amministrazione comunale il progetto rappresenta soprattutto uno strumento concreto per contrastare il declino demografico che interessa molti territori montani e appenninici. “L'obiettivo principale è portare nuovi residenti nel paese – afferma la sindaca –. Tutti i sindaci dell'Appennino stanno affrontando un inverno demografico sempre più accelerato. Già oggi due delle coppie coinvolte sono nuovi residenti di San Romano e questo per noi è un risultato importante”.

L'iniziativa punta inoltre a generare nuove opportunità occupazionali, in particolare nel settore dei servizi alla persona. A completare il recupero sono stati restaurati anche gli spazi esterni, con giardini, orti e aree panoramiche che contribuiscono a rendere il complesso un luogo di qualità, capace di coniugare storia, paesaggio e innovazione sociale. Un modello che guarda oltre la semplice riqualificazione edilizia e che prova a rispondere a una delle sfide più importanti delle aree interne: mantenere vive le comunità, creando nuove occasioni per abitare, lavorare e costruire relazioni nei piccoli borghi.

Si parla di noi